giugno 2013

Campagna Legge Rifiuti Zero - Sintesi Proposta

Il M5S di Paderno Dugnano è attivo nella raccolta firme per questo importante disegno di legge di iniziativa popolare. Si tratta di ridurre la produzione di imballaggi ingombranti alla fonte, di educare la popolazione a ridurre l’utilizzo di questi imballaggi e di incentivare  la raccolta porta a porta migliorando la qualità del servizio, uniformandolo a livello nazionale, abbassando i costi di smaltimento del rifiuto e ottenendo ricavi per il riutilizzo. Questo dovrebbe permettere inoltre nuovi posti di lavoro in particolare nella fase di raccolta e di smaltimento e minori costi per la popolazione in quanto i rifiuti diminuiscono.

Lo scopo della Legge Rifiuti Zero – Zero Waste è quindi di mettere al bando gli inceneritori di rifiuti e le megadiscariche di “talquale”, sulla base di una MORATORIA che preveda la sospensione delle autorizzazioni a tutti gli inceneritori in fase di avvio o di progettazione, la REVOCA degli incentivi all’incenerimento agli impianti che ne hanno già usufruito per cinque anni e la chiusura degli impianti più vecchi e pericolosi, la TASSAZIONE per quelli che rimarrebbero attivi ma che non sono classificabili come impianti di “recupero di energia”, e quindi in pratica la IL BLOCCO AUTORIZZATIVO, LA DISINCENTIVAZIONE E RENDERE NON COMPETITIVO L’INCENERIMENTO.

Le finalità generali del  presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici:

  1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
  2. rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
  3. rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
  4. assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
  5. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  6. recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
  7. recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  2. spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
  3. contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
  4. ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
  5. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale
  6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
  7. Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.

la proposta di legge completa la trovate a questo link

 

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1. CENNI STORICI E GEOGRAFICI

Il Seveso, che nasce a Cavallasca (Como) completa il suo percorso nella Martesana. Il percorso, da Cusano a Milano, non è alla luce del sole. Quando è in “piena” crea ovviamente delle esondazioni che si verificano in zona Niguarda. Queste esondazioni c’erano anche molti anni fa, secoli fa, tant’è che sono stati previsti vari interventi per cercare di evitarle: golene (conosciute anche come Banchine, aree di spazio tra riva e argine), vasche di laminazione (grandi aree che vengono scavate per fare delle fosse dove contenere l’acqua del fiume durante le piene) e canali scolmatori, ovvero canali che servono a deviare il flusso delle acque. A Palazzolo, sotto il ponte di Viale Europa, parte il Canale Scolmatore del Nord Ovest (CSNO) che, attraversando vari comuni, tra cui Senago e Rho, porta l’acqua del Seveso nel Ticino. Costruito negli anni 50, si chiama così perché nasce da uno studio del 1937 che prevedeva anche un canale scolmatore ad est, in una zona vicino a Milano che a quell’epoca non era edificata. Purtroppo non si è ancora riusciti a risolvere il problema delle esondazioni e sono stati fatti vari studi negli ultimi anni per trovare delle soluzioni definitive che appaiono, sinceramente, molto difficili.

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2. GLI STUDI RECENTI

Gli studi recenti più importanti per la risoluzione dei problemi delle esondazioni del Seveso in zona Niguarda sono 2. Il primo è lo Studio di Fattibilità “AIPO – Studio idraulico del torrente Seveso nel tratto che va dalle sorgenti alla presa del Canale Scolmatore Nord Ovest (CSNO) in località Palazzolo in Comune di Paderno Dugnano (MI) e studio di fattibilità della vasca di laminazione del CSNO a Senago (MI)” (conosciuto come Studio-AIPO-2011) realizzato dalla società ETATEC s.r.l. che lo ha consegnato nel 2011, poi approvato nell’ambito dell’Accordo di Programma relativo alla difesa idraulica del territorio milanese. Questo studio analizza le varie possibilità di golene nelle aree di comuni a nord di Lentate e ha studiato la fattibilità di costruire delle vasche di laminazione a Lentate, Paderno, Varedo e Senago. Nel frattempo occorre segnalare che in tale contesto, due primi significativi interventi sono stati proposti da I.A.NO.MI. SpA (società che gestisce la raccolta e la depurazione delle acque nella porzione del bacino del Seveso in Provincia di Milano): il trasferimento dei reflui trattati attualmente a Varedo all’impianto di depurazione di Pero (attraverso la realizzazione di un collettore interrato che, partendo da Varedo vada a connettersi agli esistenti rami della rete di Pero) e la laminazione delle portate degli scaricatori di piena in Seveso presso il Depuratore di Bresso.

Il secondo è lo “Studio di fattibilità della sistemazione idraulica del torrente Seveso nella tratta compresa tra Palazzolo e Milano nell’ambito idrografico di pianura Lambro – Olona” (2011) condotto da Metropolitana Milanese S.p.A. per conto del Comune di Milano, conosciuto come Studio-MM-2011, e riguarda in particolare il tratto tombinato del Seveso in Milano. Da questo studio nascono le proposte di costruzione di vasche di laminazione in parco nord a Bresso e di una galleria sotterranea, in parallelo all’attuale sistema Seveso – Redefossi in Milano, di lunghezza pari a 11 km in grado di trasferire l’acqua in un tracciato completamente interno al territorio comunale, da Niguarda a Ponte Lambro. Le elevate criticità di quest’ultimo intervento sono legate alle notevoli difficoltà nella realizzazione delle opere previste e al loro elevato costo. Inoltre nel febbraio 2006 l’Autorità di bacino del fiume Po vincola il progetto al potenziamento dell’alveo del Lambro per la risoluzione delle criticità nei comuni di San Donato Milanese e Peschiera Borromeo.

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4. Paderno Dugnano: Vasca di Laminazione o Parco del Seveso?

Ovviamente, visto che il CSNO parte da Palazzolo, il nostro comune è molto interessato a questo argomento. Inoltre, lo studio AIPO 2011 individua un’area (ex Snia) di Palazzolo come possibile Vasca di Laminazione. E’ interessante notare come lo studio del 2013 riporta al punto 6.1.3. che “Il Comune di Paderno Dugnano ha indicato due aree, una limitrofa alla scuola Gadda ed una prossima al confine sud del comune, ove prevedere la delocalizzazione dell’invaso previsto nello Studio-AIPo-2011 nei pressi dell’area exSnia. Tali aree sono poste entrambe a valle della presa del CSNO, mentre quella prevista nello Studio-AIPo-2011 è posta a monte della presa del CSNO.” Segue, sempre nel rapporto AIPO, tutta una serie di calcoli dal quale appare poi chiaro che le due aree proposte dal comune di Paderno Dugnano non possono sostituire quella preventivata dallo studio. Sinceramente, su questa possibilità, non ci risulta che la cittadinanza sia stata mai interpellata. Non solo: sul PGT approvato il 14 giugno 2013 appare come l’area ex SNIA sia individuata in previsione della costruzione della Vasca di Laminazione; ma l’informazione data ai cittadini sulla Calderina che spiega il PGT è quella di “ampliamento del Parco del Seveso”. Quando si informa la cittadinanza è bene dire le cose come stanno, non nascondere la reale situazione e poi sperare che non accada. Non è così che un’amministrazione si deve rapportare alla cittadinanza: deve informarla e trovare con i cittadini le soluzioni, deve stare sempre dalla parte dei cittadini e con loro collaborare!

Il M5S di Paderno Dugnano, insieme ai M5S dei comuni interessati a partire da quello di Senago, e insieme ai portavove M5S in regione, Silvana Carcano in primis, monitora costantemente la situazione e vi terrà informati su eventuali sviluppi: non solo per evitare che vengano fatte opere che non portano benefici alla nostra cittadinanza in modo diretto ma per una visione più ampia legata ai costi/benefici dell’intera opera: così come è stata presentata da AIPO ha dei costi elevati per ridurre di poco i rischi.

La proposta dell’AIPO fa acqua da tutte le parti.

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