dicembre 2015

Un tema attuale e sentitissimo dalla cittadinanza, sedie in abbondanza disposte a cerchio in una sala comunale e alcune decine di cittadini attivi. Tanto è bastato, nel pomeriggio di sabato 28 novembre, per animare un meraviglioso scambio di opinioni in tema di lavoro tra cittadini fuori e dentro le istituzioni. Per la verità, l’ottima riuscita dell’evento è dovuta anche ad un ultimo “ingrediente segreto”: il metodo a 5 stelle. Nessuna noiosa relazione frontale, nessuna cattedra, nessun “primus inter pares”, nessuna velleità di protagonismo; poche semplici regole di dibattito: si parla uno alla volta, ognuno ha un tempo di intervento uguale agli altri (salvo eccezioni oggettivamente motivate), vietati i botta e risposta, il tutto garantito da un moderatore discreto e inflessibile.
Difficile racchiudere in un breve post l’immensa emozione che si prova nel sedere, guardando negli occhi i presenti che dibattono esprimendo dubbi, paure, speranze e idee con vivida partecipazione e rispetto dei presenti. Difficile spiegare l’emozione che, dopo anni, ancora si prova nel vedere i portavoce (Davide Tripiedi e Claudio Cominardi) portare la loro esperienza nelle istituzioni romane come contributo per arricchire e completare il confronto, esteriormente indistinguibili tra gli altri presenti, pari tra pari, desiderosi di ascoltare tanto quanto di raccontare e di scambiare nozioni, emozioni, proposte.

Schiavi del Lavoro Agorà Metodo

Questo il contesto in cui si è parlato di futuro del lavoro, di reddito di cittadinanza, di riduzione dell’orario del lavoro, di tecnologia che riduce gli spazi per il lavoro umano, di diritto al tempo libero, di pressione fiscale assurda su dipendenti e partite IVA e di diritto a garanzie minime universali, in particolare in termini di salario. Si è squarciato il tabù del lavoro come precetto morale di sapore quasi calvinista, ricordando che, se ancora oggi si è portati a pensare che il desiderio di lavorare meno sia quasi una perversione da reprimere, già domani sarà una necessità pratica per venire incontro alle esigenze della comunità e al progresso tecnologico. Si è evidenziata la cecità delle politiche governative che parlano di cottimo e di flessibilità (leggi privazione di diritti e garanzie) e la connivenza tra chi dovrebbe tutelare gli interessi dei lavoratori e chi, invece, ha interesse a ridurli a mezzi di produzione di ricchezza.
Grandissima la soddisfazione dei presenti alla fine dell’evento, appagati dalla profondità e dall’orizzontalità percepite.
Non si poteva desiderare di più e già lo sguardo sfugge verso la prima metà di febbraio in cui, con il prossimo evento del ciclo PadernoLab, approfitteremo della presenza di numerosi attivisti e portavoce per affrontare il tema degli ostacoli, delle difficoltà che si incontrano nel tentativo di mantenere lo spirito dell’attivismo, pur declinandolo in modo che risulti efficace, nel momento in cui si entra nelle istituzioni come portavoce. Siamo certi che, dopo l’evento di settembre sull’informazione e dopo quello di novembre sul lavoro, sarà il terzo, grande, successo.

Di seguito, i link ai video dell’evento:

1 video
https://www.youtube.com/watch?v=BW99BFbM27o

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Con questa raccolta firme stiamo chiedendo al Sindaco di Paderno Dugnano di ottenere nel più breve tempo possibile un approfondimento nelle commissioni sulla possibilità di internalizzare in AGES la gestione della mensa e dei lavoratori coinvolti. Ottenere quindi un confronto aperto su questo tema e che si prendano in considerazione le nostre valutazioni in merito.
Le nostre proposte infatti prevedono:

  1. internalizzare la mensa significa che non ci saranno più appalti a multinazionali e che il comune concede la gestione ad AGES (che è una controllata al 100% del comune): in questo modo salterebbe un passaggio (l’appalto ad una multinazionale) con evidente risparmio di tempo e denaro. Questo significa che alcuni compiti lavorativi che ora sono esterni (direzione del personale, segreteria, distribuzione, approvvigionamento ecc.) dovrebbero essere attribuiti a lavoratori già presenti in AGES o in comune (con un ulteriore risparmio di denaro).
  2. Migliorare la qualità e l’educazione al cibo aumentando la disponibilità dei cibi Biologici, integrali, locali (km0) ed equo-solidali. E’ chiaro a tutti che questo comporta un aumento dei costi di approvvigionamento del cibo, ma parte di questi costi sono assorbiti dai minori costi del punto precedente e un’altra parte potrebbero essere compensati direttamente dal comune (quindi da quello che paghiamo con le tasse, perché no?) senza intervenire con sostanziali aumenti sulle rette.
  3. Per quanto riguarda i lavoratori: sappiamo che non può avvenire una internalizzazione immediata. I lavoratori sono circa 90 ma la media oraria non supera le 25 ore settimanali. Per i primi anni si possono trovare soluzioni tipo l’assunzione come collaboratori, la creazione di una cooperativa o altro, mantenendo i diritti acquisiti dei lavoratori come avviene già ora. Tutto ciò deve essere affiancato da un piano progressivo di internalizzazione che può essere discusso con i lavoratori stessi, sulla base della riduzione dei costi del personale del comune nel corso degli anni dovuto ai prossimi pensionamenti o riduzioni di bonus a stipendi già molto elevati.
    Ecco perché raccogliere le firme “per una #mensamigliore ” è il più bel regalo di Natale che possiamo fare ai nostri figli.  

Potete stampare il modulo, ISTANZA per una mensa migliore

raccogliere le firme e consegnarlo contattando il comitato o per mail a mensamigliore@gmail.com

o il gruppo aperto Facebook “per una mensa migliore a Paderno” https://www.facebook.com/groups/1665932330321785/

MoVimento 5 Stelle Paderno Dugnano

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