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 CONDIVIDIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO DEL CCIRM
Chi pensava di sfruttare il fattore “estate” per cogliere di sorpresa cittadini e comitati si dovrà ricredere. La sorpresa l’abbiamo fatto noi chiamando a raccolta tutti coloro che pretendono che questa opera, se proprio si deve fare, venga realizzata con il consenso “vero” delle comunità locali.Ieri sera almeno cinquanta persone si sono radunate a Paderno Dugnano per ribadire il NO più convinto al progetto impattante portato avanti da tutte le istituzioni (Stato, Regione e Provincia). Numerosi i cittadini dei comuni limitrofi interessati dall’opera, Novate M.se, Cormano, Bollate e Baranzate, si sono presentati all’incontro per ribadire l’unità di intenti a riconferma che il problema non è limitato ai soli cittadini di Paderno Dugnano.Molte anche le facce nuove, segno che la comunità è ancora vigile e coinvolta.Presenti anche il Consigliere Massimo Gatti, da sempre in prima linea, e la concittadina, neo Consigliere Regionale  Silvana Carcano che nelle ultime settimane ha condiviso con i comitati numerose interessanti informazioni sino ad ora sconosciute. Assenti giustificati i deputati impegnati a Roma con i lavori parlamentari.

A seguito dell’incontro è stato deciso che il CCIRM si fa carico di:

1 preparare la bozza di un volantino da condividere don gli altri comitati locali che verrà poi fatto circolare in tutti i paesi

2 preparare la bozza di una lettera aperta da inviare a tutte le amministrazioni locali

3 ricompattare il fronte dei 5 comuni interessati per ribadire il NO al progetto di Serravalle durante la conferenza dei servizi, se servirà andremo negli uffici dei diversi Sindaci a “stimolare” questo ricompattamento.

4 Chiedere ai Comuni di prendere una posizione netta nei confronti della Giunta Regionale, Provinciale e dei rappresentanti dei loro partiti in queste istituzioni che disattendono quanto previsto dalle due mozioni votate all’unanimità nel Consiglio Regionale e Provinciale.

5 indire e organizzare  una manifestazione, per il mese di settembre, che, in caso di accelerazioni durante il mese di agosto, verrà fatta in concomitanza con la riunione della Conferenza dei Servizi, a cui spetta la decisione finale, e a cui in massa parteciperemo. Se gli amministratori si riveleranno particolarmente sordi, noi saremo particolarmente espliciti nel manifestare il nostro dissenso, anche occupando la S.P. 46 e\o altre forme di protesta.

Il messaggio che vogliamo lanciare, forte e chiaro, alle istruzioni incapaci di ascolto delle comunità, è uno solo….

O INTERRATA (TUTTA) O NIENTE

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13254_10201419982732230_403727049_nNoi non abbiamo un secondo fine! Il nostro unico fine è quello di incontrare i cittadini e creare con loro momenti di condivisione, sia per far conoscere le nostre idee sia per conoscere le loro. E fare in modo che questi momenti di condivisione si concretizzino in progetti reali. Per costruire una Paderno Dugnano migliore.

Per questo motivo, ci troviamo tra la gente, nei luoghi di incontro come il Parco Toti o il Parco della Cava Nord, nei mercati o alle feste. Cerchiamo di avere una presenza capillare sul territorio, sempre pronti e disponibili ad ascoltare chi a Paderno vive e/o lavora. Non abbiamo altri fini!

Non vogliamo impadronirci delle feste delle associazioni, anzi ci fa piacere che vengano organizzate e cerchiamo in qualche modo di pubblicizzarle anche noi.

Ed è per questo motivo che abbiamo organizzato un incontro in piazza della Resistenza (quella del comune di Paderno Dugnano) il 4 luglio; un banchetto informativo nella mattina di sabato 13 luglio nel parcheggio della piscina, e nella giornata di domenica 14 luglio nel parcheggio di Parco Toti; poi ancora, un incontro con i cittadini, per presentare loro una nostra proposta di riqualificazione di via S. Ambrogio, mercoledì 17 e 24 luglio, approfittando della chiusura al pubblico di via Coti Zelati, allestendo un gazebo in piazza Addolorata.

I cittadini ci dimostrano che questa è la strada giusta: manifestano interesse, curiosità, esprimono anche opinioni contrarie e incontrano persone disponibili ad ascoltarle e a cercare, nelle loro proposte, suggerimenti utili. E hanno voglia anche loro di “mettere una stella per Paderno!”: il nostro progetto nato per coinvolgere chiunque abbia delle idee, dei sogni, delle proposte per Paderno Dugnano.

Noi abbiamo delle idee, ma ogni cittadino può aggiungere le sue sul nostro “muro itinerante”, che portiamo con noi ad ogni incontro, o su quello web che trovano sul sito padernodugnano5stelle.it.

Quando facciamo dei banchetti, vogliamo aprire un dialogo, e il nostro unico fine, lo ripetiamo, è semplicemente quello di incontrare i cittadini per costruire insieme una Paderno Dugnano migliore!

 

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Il principale motivo per cui siamo contrari all’impostazione di base che dà, il PGT approvato, alla città di Paderno Dugnano è che non si tiene in considerazione come far sviluppare la nostra città. Se il concetto di sviluppo si basa sulla possibilità di costruire, vogliamo avvertire che lo sviluppo lo si intende finito. Perché il terreno su cui si costruisce, prima o poi, finirà.
Noi pensiamo invece ad uno sviluppo che deve potrarsi nel corso degli anni e che deve assicurare alle generazioni future una sostenibilità ambientale e sociale.
Nel comunicato stampa dell’11 marzo il sindaco Alparone dice “Il Pgt è di per sé una visione sul futuro sviluppo della città”.
Questo Pgt non ci sembra “una visione sul futuro sviluppo della città”, ci sembra piuttosto che voglia monetizzare nel presente i disagi del futuro. Lo sviluppo di una città non può prescindere dal preservare il verde, migliorare i servizi per la cittadinanza, rendere attrattiva la città da un punto di vista lavorativo, culturale e sportivo: l’obiettivo è creare spazi e non trovare il modo per costruire a tutti i costi. Invece si vogliono intaccare anche le distanze e gli indici di trasformazione dimenticando che le distanze minime e gli indici sono nati per tutelare l’assetto urbanistico e la densità degli edifici in relazione all’ambiente, per cui mirano al tutelare gli interessi della collettività (e non del singolo).
A tale proposito vogliamo ricordare come l’articolo 44 della Costituzione Italiana pone come obiettivo quello di “conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali”; purtroppo già dagli anni ’70, l’ammissibilità del trasferimento della capacità di urbanizzazione secondo i due principi della “contiguità dei fondi” e della “omogeneità urbanistica” ha portato alla creazione di un “borsino” della capacità edificatoria dando al suolo un valore che deriva dalla contrattazione tra il privato e l’amministrazione comunale e allontanandoci sempre più dal concetto di città di interesse pubblico a discapito dell’interesse privato.
In parole povere a partire dagli anni ’70 si sono trovate continue soluzioni per legare maggiormente il terreno al concetto di edificabilità e perdere di vista “il razionale sfruttamento del suolo” e gli “equi rapporti sociali”. Il “borsino” che si è andato creando è quello degli “oneri di urbanizzazione” ovvero i corrispettivi dovuti per interventi di nuova costruzione, ampliamento di edifici esistenti e ristrutturazioni edilizie; ma le amministrazioni comunali hanno speso quanto ricevuto in passato (lasciamo stare come) e ora ci ritroviamo a fare i conti con la crisi edificatoria: oggi si raccoglie meno di un milione di euro l’anno quando in passato erano anche più di 10. Se il problema sono i soldi basta ammetterlo, informare i cittadini: ma la soluzione non deve essere quella di svendere quelle poche zone produttive (aree industriali) ancora rimaste a Paderno Dugnano; la soluzione non può essere quella di continuare la politica del PDmenoL padernese di aver monetizzato in passato i disagi presenti e futuri.

Questo Pgt poteva essere un’opportunità per un cambiamento che, con il passare del tempo, si considera sempre più urgente.

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Il PGT è il Piano di Governo del Territorio, sostituisce in pratica il vecchio PRG, Piano regolatore. E’ disciplinato dalla legge regionale (L. R.) n. 12/2005 ed è quindi lo strumento utilizzato dai comuni lombardi per definire l’intero assetto del territorio. Si compone di tre documenti principali: Documento di Piano, Piano dei servizi, Piano delle regole.

Come tutte le cose anche il PGT sembra una cosa difficilissima da comprendere; ma come tutte le cose può essere spiegata in modo che le persone capiscano. Se si parla di mappali, cambio di destinazione d’uso da Standard a residenziale o di aree di alta trasformabilità è ovvio che i “non addetti ai lavori” non capiscono; ma basta che qualcuno indichi su una cartina il luogo, spieghi che lì si vuole costruire e dare la possibilità di creare dei negozi o degli uffici e tutto appare più chiaro! E’ uno sforzo, certo, ma è questa la differenza tra noi del M5S di Paderno Dugnano e gli altri:Se una cosa è chiara e comprensibile a quel punto chiunque si può fare un’opinione. E se un cittadino si fa un’opinione personale può esprimere un giudizio, può farsi un’idea, può individuare un eventuale problema, può proporre o collaborare per migliorare la sua città!

In realtà la L. R. 12/2005 stabilisce che il primo atto che l’amministrazione comunale è tenuta a fare quando decide di iniziare la stesura del PGT è informare la cittadinanza che il processo è iniziato. I cittadini o le associazioni di cittadini sono invitati già da questa fase a formulare proposte in merito. Infatti, nel Quadro Progettuale del Documento di Piano del PGT di Paderno Dugnano (approvato il 14 giugno 2013), che è il primo documento, troviamo i tre presupposti con il quale inizia tutto il percorso di formulazione del PGT: MOLTEPLICITA’, INCERTEZZA, LIMITATEZZA.

Bene, la molteplicità è la premessa per iniziare un percorso partecipativo: a noi del M5S non risulta che sul territorio di Paderno Dugnano sia mai iniziato un percorso partecipativo: anzi risulta che a dicembre 2012, il giorno prima del consiglio che doveva adottare il PGT, sia stato presentato un Maxi – emendamento da parte del Sindaco Alparone; ci risulta che la cittadinanza ha dovuto raccogliere oltre 1200 firme per poter fermare il progetto legato al Polo scolastico di Calderara (per poi sentirsi dire dal sindaco stesso che “la cittadinanza non sa pensare al futuro dei propri figli”); ci risulta che sulla Calderina proposta ai cittadini come spiegazione del PGT ci siano immagini di luoghi lontani da noi e, in alcuni casi, nemmeno realizzati, e ci siano commenti che non rispondono al vero (come l’omissione di segnalare l’area Ex-Snia come area per una possibile Vasca di Laminazione del Seveso).

Ecco, questo tipo di informazione è lontanissima da noi. Noi Vi spiegheremo il PGT quanto più possibile individuando le aree interessate e spiegandovi perchè in generale siamo contrari a tutta l’impostazione che è alla base del PGT approvato da PDL e Lega padernesi e che non ha visto nemmeno un emendamento da parte dell’opposizione!

Solo parole.

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di Lombardia 5 Stelle

Grande risultato per M5S Lombardia!

Con il voto unanime di Pd, PdL, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni è stata approvata una mozione proposta da Movimento 5 Stelle che blocca l’ampliamento di tutti gli inceneritori presenti in Lombardia.

Vista l’attuale gestione dei rifiuti solidi urbani in Lombardia e gli scenari evolutivi a cui il sistema andrà incontro nei prossimi anni, il consigliere Gianmarco Corbetta del MoVimento 5 Stelle ha elaborato un testo, con il contributo dei consiglieri Anelli (Lega), Magoni (Civica Maroni), Villani (PD) e Busi (Lista Ambrosoli) che impone uno stop a tutti i progetti di ampliamento degli inceneritori, a partire da Desio, Cremona, Trezzo sull’Adda, Corteolona e Dalmine.

Inoltre il provvedimento prevede che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (che andrà adottato entro fine anno) dia priorità alle politiche di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, con incentivi ai Comuni che si distinguono per virtuosità nella raccolta differenziata.

In prospettiva, Regione Lombardia si impegna a verificare la possibilità di passare ad un nuovo sistema integrato di gestione del rifiuto che marginalizzi il ricorso alla discarica e superi, gradualmente ma in modi e tempi certi, la pratica dell’incenerimento dei rifiuti.

“Lo scenario della gestione dei rifiuti è cambiato e sempre più cambierà nei prossimi anni – dichiara il consigliere 5 stelle Gianmarco Corbetta – E’ un grande risultato quello di oggi, abbiamo impedito che la Lombardia continuasse a puntare su una dotazione impiantistica rigida e non in grado di adattarsi a questi cambiamenti. Per chi come me ha dedicato gran parte del proprio impegno civile nella lotta all’incenerimento dei rifiuti – prosegue Corbetta – l’approvazione di questo provvedimento rappresenta un obiettivo importantissimo e, in qualche modo, il punto di arrivo di un lungo percorso”.

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Campagna Legge Rifiuti Zero - Sintesi Proposta

Il M5S di Paderno Dugnano è attivo nella raccolta firme per questo importante disegno di legge di iniziativa popolare. Si tratta di ridurre la produzione di imballaggi ingombranti alla fonte, di educare la popolazione a ridurre l’utilizzo di questi imballaggi e di incentivare  la raccolta porta a porta migliorando la qualità del servizio, uniformandolo a livello nazionale, abbassando i costi di smaltimento del rifiuto e ottenendo ricavi per il riutilizzo. Questo dovrebbe permettere inoltre nuovi posti di lavoro in particolare nella fase di raccolta e di smaltimento e minori costi per la popolazione in quanto i rifiuti diminuiscono.

Lo scopo della Legge Rifiuti Zero – Zero Waste è quindi di mettere al bando gli inceneritori di rifiuti e le megadiscariche di “talquale”, sulla base di una MORATORIA che preveda la sospensione delle autorizzazioni a tutti gli inceneritori in fase di avvio o di progettazione, la REVOCA degli incentivi all’incenerimento agli impianti che ne hanno già usufruito per cinque anni e la chiusura degli impianti più vecchi e pericolosi, la TASSAZIONE per quelli che rimarrebbero attivi ma che non sono classificabili come impianti di “recupero di energia”, e quindi in pratica la IL BLOCCO AUTORIZZATIVO, LA DISINCENTIVAZIONE E RENDERE NON COMPETITIVO L’INCENERIMENTO.

Le finalità generali del  presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici:

  1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
  2. rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
  3. rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
  4. assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
  5. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  6. recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
  7. recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  2. spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
  3. contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
  4. ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
  5. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale
  6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
  7. Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.

la proposta di legge completa la trovate a questo link

 

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2. GLI STUDI RECENTI

Gli studi recenti più importanti per la risoluzione dei problemi delle esondazioni del Seveso in zona Niguarda sono 2. Il primo è lo Studio di Fattibilità “AIPO – Studio idraulico del torrente Seveso nel tratto che va dalle sorgenti alla presa del Canale Scolmatore Nord Ovest (CSNO) in località Palazzolo in Comune di Paderno Dugnano (MI) e studio di fattibilità della vasca di laminazione del CSNO a Senago (MI)” (conosciuto come Studio-AIPO-2011) realizzato dalla società ETATEC s.r.l. che lo ha consegnato nel 2011, poi approvato nell’ambito dell’Accordo di Programma relativo alla difesa idraulica del territorio milanese. Questo studio analizza le varie possibilità di golene nelle aree di comuni a nord di Lentate e ha studiato la fattibilità di costruire delle vasche di laminazione a Lentate, Paderno, Varedo e Senago. Nel frattempo occorre segnalare che in tale contesto, due primi significativi interventi sono stati proposti da I.A.NO.MI. SpA (società che gestisce la raccolta e la depurazione delle acque nella porzione del bacino del Seveso in Provincia di Milano): il trasferimento dei reflui trattati attualmente a Varedo all’impianto di depurazione di Pero (attraverso la realizzazione di un collettore interrato che, partendo da Varedo vada a connettersi agli esistenti rami della rete di Pero) e la laminazione delle portate degli scaricatori di piena in Seveso presso il Depuratore di Bresso.

Il secondo è lo “Studio di fattibilità della sistemazione idraulica del torrente Seveso nella tratta compresa tra Palazzolo e Milano nell’ambito idrografico di pianura Lambro – Olona” (2011) condotto da Metropolitana Milanese S.p.A. per conto del Comune di Milano, conosciuto come Studio-MM-2011, e riguarda in particolare il tratto tombinato del Seveso in Milano. Da questo studio nascono le proposte di costruzione di vasche di laminazione in parco nord a Bresso e di una galleria sotterranea, in parallelo all’attuale sistema Seveso – Redefossi in Milano, di lunghezza pari a 11 km in grado di trasferire l’acqua in un tracciato completamente interno al territorio comunale, da Niguarda a Ponte Lambro. Le elevate criticità di quest’ultimo intervento sono legate alle notevoli difficoltà nella realizzazione delle opere previste e al loro elevato costo. Inoltre nel febbraio 2006 l’Autorità di bacino del fiume Po vincola il progetto al potenziamento dell’alveo del Lambro per la risoluzione delle criticità nei comuni di San Donato Milanese e Peschiera Borromeo.

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4. Paderno Dugnano: Vasca di Laminazione o Parco del Seveso?

Ovviamente, visto che il CSNO parte da Palazzolo, il nostro comune è molto interessato a questo argomento. Inoltre, lo studio AIPO 2011 individua un’area (ex Snia) di Palazzolo come possibile Vasca di Laminazione. E’ interessante notare come lo studio del 2013 riporta al punto 6.1.3. che “Il Comune di Paderno Dugnano ha indicato due aree, una limitrofa alla scuola Gadda ed una prossima al confine sud del comune, ove prevedere la delocalizzazione dell’invaso previsto nello Studio-AIPo-2011 nei pressi dell’area exSnia. Tali aree sono poste entrambe a valle della presa del CSNO, mentre quella prevista nello Studio-AIPo-2011 è posta a monte della presa del CSNO.” Segue, sempre nel rapporto AIPO, tutta una serie di calcoli dal quale appare poi chiaro che le due aree proposte dal comune di Paderno Dugnano non possono sostituire quella preventivata dallo studio. Sinceramente, su questa possibilità, non ci risulta che la cittadinanza sia stata mai interpellata. Non solo: sul PGT approvato il 14 giugno 2013 appare come l’area ex SNIA sia individuata in previsione della costruzione della Vasca di Laminazione; ma l’informazione data ai cittadini sulla Calderina che spiega il PGT è quella di “ampliamento del Parco del Seveso”. Quando si informa la cittadinanza è bene dire le cose come stanno, non nascondere la reale situazione e poi sperare che non accada. Non è così che un’amministrazione si deve rapportare alla cittadinanza: deve informarla e trovare con i cittadini le soluzioni, deve stare sempre dalla parte dei cittadini e con loro collaborare!

Il M5S di Paderno Dugnano, insieme ai M5S dei comuni interessati a partire da quello di Senago, e insieme ai portavove M5S in regione, Silvana Carcano in primis, monitora costantemente la situazione e vi terrà informati su eventuali sviluppi: non solo per evitare che vengano fatte opere che non portano benefici alla nostra cittadinanza in modo diretto ma per una visione più ampia legata ai costi/benefici dell’intera opera: così come è stata presentata da AIPO ha dei costi elevati per ridurre di poco i rischi.

La proposta dell’AIPO fa acqua da tutte le parti.

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