Legge Rifiuti Zero

L’attuale Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti ha funzioni in materia di ambiente, ecosistema, tutela del patrimonio marino e atmosferico. Il Ministro coordina e sovrintende al Codice dell’Ambiente avendo inoltre competenze in materia di tutela del suolo. Il 22 agosto 2014 durante un ‘intervista, in merito al problema della “terra dei fuochi e il piano dei 100 giorni”, ha dichiarato che la popolazione e le amministrazioni locali devono trovare delle soluzioni alternative nel breve tempo o smettere di opporsi alla costruzione di nuovi inceneritori. Nel 2013, è stato presentato all’Unione Europea un piano che prevede la costruzione di nuovi impianti, i cosi detti termovalorizzatori.
Il sig. Galletti ha dimostrato di non sapere come si differenzia la plastica, al contrario di suo figlio undicenne. Il sig. Galletti fa vivere tutta la sua famiglia a tre chilometri da un inceneritore, perché si fida della scienza. Se volete leggere l’ intervista completa, che merita in ogni sua parte, la potete trovare a questo link.
www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/terr…100-giorni.aspx

Paderno Dugnano cosa ha a che fare con gli Inceneritori?

In Lombardia sono presenti 13 impianti per il trattamento dei rifiuti soldi urbani tramite incenerimento. A questi impianti vanno sommati gli inceneritori di rifiuti speciali, i cementifici, le acciaierie e tutte le aziende, che nei loro processi produttivi, prevedono la combustione o necessitano di inceneritori interni come: la Vetrotex di Besana Brianza, l’ Euticals di Origgio e le Acciaierie del gruppo Riva (quelli dell ‘ILVA di Taranto) a Caronno Pertusella.
Il 2 luglio 2013,con il voto unanime di Pd, PdL, Lista Ambrosoli, Lega e Civica Maroni è stata approvata una mozione proposta da Movimento 5 Stelle che blocca l’ampliamento di tutti gli inceneritori presenti in Lombardia. Eppure l’articolo 35 dello “Sblocca Italia”, approvato il 12 settembre 2014 prevede la costruzione di nuovi inceneritori poichè “tali impianti di termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente.”
Noi padernesi abbiamo il nostro inceneritore di rifiuti speciali a Incirano, un ricorso per la costruzione di un nuovo inceneritore al Villaggio Ambrosiano, che con questo decreto non ci fa dormire la notte e la Leganti naturali srl.. Viviamo a 4,5 km dal camini del forno di Desio e a 9,5 km da quello di Sesto San Giovanni.

La Stella gialla rappresenta la nostra città e i punti rossi i termovalorizzatori.
Forse le immagini rendono meglio l’idea!
https://mapsengine.google.com/map/viewer?mid=z4wwTP7nIs9c.kZGVqK0U-3Is

Esimio Sig. Galletti, chi nega la pericolosità e l’ inutilità dei termovalorizzatori, è complice o direttamente interessato a questo business . Il piano finanziario del comune di Paderno Dugnano lo dimostra! Il nostro comune, per lo smaltimento e il trattamento del rifiuto indifferenziato di 48.000 abitanti circa , spende un milione e mezzo di euro l’ anno.

L’alternativa esiste e si chiama “Strategia rifiuti zero”.

#Galletti e Renzi 800Altre bugie#

MoVimento 5 Stelle Paderno Dugnano

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Campagna Legge Rifiuti Zero - Sintesi Proposta

Il M5S di Paderno Dugnano è attivo nella raccolta firme per questo importante disegno di legge di iniziativa popolare. Si tratta di ridurre la produzione di imballaggi ingombranti alla fonte, di educare la popolazione a ridurre l’utilizzo di questi imballaggi e di incentivare  la raccolta porta a porta migliorando la qualità del servizio, uniformandolo a livello nazionale, abbassando i costi di smaltimento del rifiuto e ottenendo ricavi per il riutilizzo. Questo dovrebbe permettere inoltre nuovi posti di lavoro in particolare nella fase di raccolta e di smaltimento e minori costi per la popolazione in quanto i rifiuti diminuiscono.

Lo scopo della Legge Rifiuti Zero – Zero Waste è quindi di mettere al bando gli inceneritori di rifiuti e le megadiscariche di “talquale”, sulla base di una MORATORIA che preveda la sospensione delle autorizzazioni a tutti gli inceneritori in fase di avvio o di progettazione, la REVOCA degli incentivi all’incenerimento agli impianti che ne hanno già usufruito per cinque anni e la chiusura degli impianti più vecchi e pericolosi, la TASSAZIONE per quelli che rimarrebbero attivi ma che non sono classificabili come impianti di “recupero di energia”, e quindi in pratica la IL BLOCCO AUTORIZZATIVO, LA DISINCENTIVAZIONE E RENDERE NON COMPETITIVO L’INCENERIMENTO.

Le finalità generali del  presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici:

  1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
  2. rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
  3. rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
  4. assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
  5. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  6. recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
  7. recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  2. spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
  3. contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
  4. ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
  5. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale
  6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
  7. Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.

la proposta di legge completa la trovate a questo link

 

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