IL REQUIEM AL LAVORO

«(…) meglio un po’ di flessibilità a costo di perdere qualche tutela»

Ministro Poletti¹ su “politiche sociali”

«Un lavoratore che viene condannato da un magistrato ad avere un posto a tempo indeterminato non potrà certo lavorare in modo produttivo»

Ministro Poletti¹ su “diritto del lavoro”

«Oggi l’esigenza è poter andare a casa e col proprio iPad ordinare le scarpe uguali a quelle viste addosso ad un attore al cinema»

Ministro Poletti¹ su “veri problemi dell’Italiano medio”

Accolto da una platea quasi integralmente composta dalla “vecchia guardia del PD”, il ministro Poletti, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, non risparmia nemmeno qualche perla simbolica dichiarando che saremo giunti a un buon punto quando «il 1° maggio diventerà la festa dei lavoratori e delle imprese» o sostenendo le assunzioni fatte per conoscenza perché «si ha fiducia della persona che si conosce», togliendo posto a merito e competenza e tracciando le linee dell’Italietta che perpetua la logica delle amicizie e dei favori.

Non è, forse, questo sbeffeggiare – prima che tradire – la tradizione ideologica, condivisibile o no, alla quale ci si è aggrappati per decenni, macinando consensi (tra gli altri) che permettono a un ministro di rivestire la carica che riveste?

Non è, forse, questo sbeffeggiare – prima che tradire – che fa credere agli stessi elettori, illudendosi e sbagliando, di potersi riconoscere in un progetto ideologicamente orientato a sinistra e per questo sostengono il Partito Democratico?

Ma quello appena esposto non è l’unico aspetto inquietante della serata appena trascorsa.

Infatti, noi attivisti del MoVimento 5 Stelle siamo abituati alle nostre “agorà”: occasioni di confronto schietto tra cittadini e portavoce nelle quali è prassi invitare alcuni tra gli uditori – e in particolare quelli di idee difformi dalle nostre – a salire sul palco ed esporre le proprie ragioni.

A conferma di ciò si pensi alle recenti immagini di Di Battista che invita a parlare sul palco un esponente PD.

Ieri sera, tuttavia, quando i nostri portavoce in Regione e alla Camera, regolarmente iscritti a parlare, hanno cercato di strutturare obiezioni articolate a quanto detto dal ministro Poletti, sono stati sonoramente insultati dalla parte più intransigente della platea e invitati dal moderatore, il nuovo che avanza (nel senso che ne abbiamo già avuto abbastanza) Ezio Casati, a organizzarsi un evento proprio in cui dire quello che vogliono.

A parte una straordinaria comicità involontaria, dovuta alla notevole somiglianza tra il citato invito di Casati e la famigerata imitazione di Antonio Razzi resa celebre da Maurizio Crozza, viene da chiedersi se il pericolo di un nuovo autoritarismo non si annidi proprio in questa concezione distorta del confronto dialettico: una ghettizzazione delle idee che sa tanto di “razzismo d’opinione”, ispirato a una visione del mondo secondo cui ognuno ha il diritto di non essere disturbato dalle opinioni altrui, a prescindere dalle modalità utilizzate per esprimerle, e secondo cui una domanda ben argomentata si trasforma in “comizio” solo perché proposta da chi, notoriamente, proviene da una posizione politica differente.

La dialettica democratica, intesa come confronto trasparente finalizzato alla ricerca di soluzioni ottimali, è morta.

Morta a colpi di fiducia e Decreti Legge.

Rottamata dagli exploit mediatici e dalle connivenze di due condannati, arrogatisi la guida di un Paese indifeso perché sfiancato dalla fame.

Sepolta da ministri surreali, che si producono in performance del calibro di quella vista ieri sera a Paderno.

Celebrata, nelle esequie, dai parlamentari del PD intonando “Bella Ciao” mentre il Governo, rifiutando violentemente il confronto, forzava un regalo indegno di 7,5 miliardi di Euro alle banche in spregio alla volontà e alla sofferenza dei Cittadini.

MoVimento 5 Stelle di Paderno Dugnano

¹ Giuliano Poletti, attuale Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per il Governo Renzi, ex iscritto PCI e PDS, attualmente liberatosi da scomode etichette. Dichiarazioni rese ieri, 05/05/2014, nella nostra Paderno Dugnano, durante una serata di “discussione”, organizzata dal Partito (poco) Democratico, in tema di crisi occupazionale e azione dell’esecutivo.

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