Il Seveso e le vasche di Laminazione

2. GLI STUDI RECENTI

Gli studi recenti più importanti per la risoluzione dei problemi delle esondazioni del Seveso in zona Niguarda sono 2. Il primo è lo Studio di Fattibilità “AIPO – Studio idraulico del torrente Seveso nel tratto che va dalle sorgenti alla presa del Canale Scolmatore Nord Ovest (CSNO) in località Palazzolo in Comune di Paderno Dugnano (MI) e studio di fattibilità della vasca di laminazione del CSNO a Senago (MI)” (conosciuto come Studio-AIPO-2011) realizzato dalla società ETATEC s.r.l. che lo ha consegnato nel 2011, poi approvato nell’ambito dell’Accordo di Programma relativo alla difesa idraulica del territorio milanese. Questo studio analizza le varie possibilità di golene nelle aree di comuni a nord di Lentate e ha studiato la fattibilità di costruire delle vasche di laminazione a Lentate, Paderno, Varedo e Senago. Nel frattempo occorre segnalare che in tale contesto, due primi significativi interventi sono stati proposti da I.A.NO.MI. SpA (società che gestisce la raccolta e la depurazione delle acque nella porzione del bacino del Seveso in Provincia di Milano): il trasferimento dei reflui trattati attualmente a Varedo all’impianto di depurazione di Pero (attraverso la realizzazione di un collettore interrato che, partendo da Varedo vada a connettersi agli esistenti rami della rete di Pero) e la laminazione delle portate degli scaricatori di piena in Seveso presso il Depuratore di Bresso.

Il secondo è lo “Studio di fattibilità della sistemazione idraulica del torrente Seveso nella tratta compresa tra Palazzolo e Milano nell’ambito idrografico di pianura Lambro – Olona” (2011) condotto da Metropolitana Milanese S.p.A. per conto del Comune di Milano, conosciuto come Studio-MM-2011, e riguarda in particolare il tratto tombinato del Seveso in Milano. Da questo studio nascono le proposte di costruzione di vasche di laminazione in parco nord a Bresso e di una galleria sotterranea, in parallelo all’attuale sistema Seveso – Redefossi in Milano, di lunghezza pari a 11 km in grado di trasferire l’acqua in un tracciato completamente interno al territorio comunale, da Niguarda a Ponte Lambro. Le elevate criticità di quest’ultimo intervento sono legate alle notevoli difficoltà nella realizzazione delle opere previste e al loro elevato costo. Inoltre nel febbraio 2006 l’Autorità di bacino del fiume Po vincola il progetto al potenziamento dell’alveo del Lambro per la risoluzione delle criticità nei comuni di San Donato Milanese e Peschiera Borromeo.

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