Schiavi del Lavoro: agorà con metodo a 5 stelle

Un tema attuale e sentitissimo dalla cittadinanza, sedie in abbondanza disposte a cerchio in una sala comunale e alcune decine di cittadini attivi. Tanto è bastato, nel pomeriggio di sabato 28 novembre, per animare un meraviglioso scambio di opinioni in tema di lavoro tra cittadini fuori e dentro le istituzioni. Per la verità, l’ottima riuscita dell’evento è dovuta anche ad un ultimo “ingrediente segreto”: il metodo a 5 stelle. Nessuna noiosa relazione frontale, nessuna cattedra, nessun “primus inter pares”, nessuna velleità di protagonismo; poche semplici regole di dibattito: si parla uno alla volta, ognuno ha un tempo di intervento uguale agli altri (salvo eccezioni oggettivamente motivate), vietati i botta e risposta, il tutto garantito da un moderatore discreto e inflessibile.
Difficile racchiudere in un breve post l’immensa emozione che si prova nel sedere, guardando negli occhi i presenti che dibattono esprimendo dubbi, paure, speranze e idee con vivida partecipazione e rispetto dei presenti. Difficile spiegare l’emozione che, dopo anni, ancora si prova nel vedere i portavoce (Davide Tripiedi e Claudio Cominardi) portare la loro esperienza nelle istituzioni romane come contributo per arricchire e completare il confronto, esteriormente indistinguibili tra gli altri presenti, pari tra pari, desiderosi di ascoltare tanto quanto di raccontare e di scambiare nozioni, emozioni, proposte.

Schiavi del Lavoro Agorà Metodo

Questo il contesto in cui si è parlato di futuro del lavoro, di reddito di cittadinanza, di riduzione dell’orario del lavoro, di tecnologia che riduce gli spazi per il lavoro umano, di diritto al tempo libero, di pressione fiscale assurda su dipendenti e partite IVA e di diritto a garanzie minime universali, in particolare in termini di salario. Si è squarciato il tabù del lavoro come precetto morale di sapore quasi calvinista, ricordando che, se ancora oggi si è portati a pensare che il desiderio di lavorare meno sia quasi una perversione da reprimere, già domani sarà una necessità pratica per venire incontro alle esigenze della comunità e al progresso tecnologico. Si è evidenziata la cecità delle politiche governative che parlano di cottimo e di flessibilità (leggi privazione di diritti e garanzie) e la connivenza tra chi dovrebbe tutelare gli interessi dei lavoratori e chi, invece, ha interesse a ridurli a mezzi di produzione di ricchezza.
Grandissima la soddisfazione dei presenti alla fine dell’evento, appagati dalla profondità e dall’orizzontalità percepite.
Non si poteva desiderare di più e già lo sguardo sfugge verso la prima metà di febbraio in cui, con il prossimo evento del ciclo PadernoLab, approfitteremo della presenza di numerosi attivisti e portavoce per affrontare il tema degli ostacoli, delle difficoltà che si incontrano nel tentativo di mantenere lo spirito dell’attivismo, pur declinandolo in modo che risulti efficace, nel momento in cui si entra nelle istituzioni come portavoce. Siamo certi che, dopo l’evento di settembre sull’informazione e dopo quello di novembre sul lavoro, sarà il terzo, grande, successo.

Di seguito, i link ai video dell’evento:

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https://www.youtube.com/watch?v=BW99BFbM27o

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